Brognaturo

 

Posto ad un'altitudine di 750 metri sul livello del mare in una posizione geografica "strategica" è il posto ideale dove trascorrere delle salubri vacanze mare-monti. Infatti la località è posta a cavallo tra i due mari e offre l'opportunità di arrivare sul versante Jonico in 30 minunti: Stilo, Soverato, Copanello, Catanzaro Lido, Roccella Jonica, Gioiosa Jonica, Locri, Gerace; ed altrettanto su su quello Tirrenico: Tropea, Vibo Valentia, Nicotera, Isole Eolie. Le motagne e gli altipiani che circondano il territorio sono ricchi di vegetazione eterogenea, quali abeti, faggi, pini, castagni, lecci e querce.

I siti di interesse storico, culturale e naturalistico a Brognaturo sono rappresentati dalla Chiesa di Santa Maria della Consolazione ove è ancora conservato il gruppo statuario marmoreo rinascimentale raffigurante l’annunciazione opera dell’artista G.B. Mazzola; Il Palazzo Tiani qualificato documento di architettura civile con cortile interno ed entrata attraverso un imponente arco, realizzato con pietra granitica locale, testimonianza della vocazione artistica dellazzona, grazie alla presenza di abili artigiani;

La Bottega artigiana per la lavorazione delle pipe ad opera dell’artista/artigiano Grenci, che realizza i suoi capolavori in radica di erica intagliata, forgiando opere molto apprezzate dagli estimatori di tutto il mondo.

 

Cenni storici

Da Ruggero il Normanno il territorio dell’attuale Brognaturo fu escluso dal circuito della lega donata a San Bruno e al Beato Lanuino, per cui anche in epoca Normanna quel territorio benchè frequentato dagli abitanti di “Spatula” fu assegnato ad un feudo diverso, verosimilmente a Santa Caterina, appartenente allo stato di Arena, di cui certamente fece parte sotto Gianfranco Coclubet, ultimo Conte e Primo Marchese di quello stato. Il paese di Brognaturo non ha origine molto antica perchè non se ne rinviene traccia alcuna nelle carte Normanne, Sveve ed Angioine. Non è nominato tra i casali tassati dal Giustiziariato di Calabria de 1276, per cui qualora esistesse in quel sito un modesto aggregato agricolo pastorale, certamente e soprattutto ad opera dei cittadini della vicinissima ed antichissima “Spatola”, la sua popolazione doveva essere annoverata, assimilata e computata assieme a quella dei casali vicini più importanti. , la sua popolazione doveva essere annoverata, assimilata e computata assieme a quella dei casali vicini più importanti.

 

L’unica citazione, peraltro sommaria, è presente all’interno di un diploma del Conte Ruggero (il Normanno) datato alla fine del XII secolo. Da qui si evince che Brognaturo probabilmente deriva da un antico paese, posto sui monti circostanti, di denominazione greca : “Brondismenon”, i quali abitanti solo molto tempo dopo scesero a valle e diedero origine all’attuale Brognaturo. A proposito dell’origine etimologica del nome, un’altra ipotesi “storica”, ma pur sempre di ipotesi si tratta, su “Brognaturo” è che questi è la derivazione dal vocabolo dialettale “Brogna” : una specie di corno in uso presso i pastori per richiamare il gregge. Ipotesi suffragata anche da alcune note storiche del vescovo Mons. Bruno Tedeschi da Serra San Bruno che descrive Brognaturo come un paese molto antico formato in origine da massari e mandriani.

 

Se ne trova comunque memoria in un documento del periodo Aragonese e precisamente nel “lieber visitationis d’Athanase Chalkeopulos” (1457-1458) dal quale si rileva l’esistenza del casale di Brognaturo, che quindi doveva esistere da tempi ben più antichi anche se non aveva magari sufficiente autonomia socio-economica per essere annoverato tra i casali tassati. Nel citato documento si parla anche di una donna chiamata Pulisa, (antenata della Pilusa), nome e soprannome tuttora esistente sul territorio brognaturese.

Brognaturo quindi già casale della baronia di Santa Caterina nel 1535, da Giovan Francesco Coclubet ultimo conte e primo marchese di Arena, fu venduto col “jus redimendi” a Giovan Battista Suriano di Monteleone (l’attuale Vibo Valentia) il quale, il 12 luglio del medesimo anno, lo restituiva al venditore, ma con gravi difficoltà. Egli infatti, a sua volta, lo aveva venduto per 500 ducati a Perante Carafa Conte di Soriano e Duca di Nocera, il quale anch’egli a sua volta, ed a condizioni di ricompera, lo aveva venduto a Giovan Battista Raveschieri, ma dopo aver venduto il “jus redimendi” per 3000 ducati ad Alfonso Sanchez, che cercò di rivalersene nei confronti del Raveschieri.

In questo contesto di compravendite, cessioni e nobiltà Brognaturo vive una fase storico-religiosa che segna per i secoli a venire la sua storia. Nel 1530 tre abitanti del luogo: Gian Felice Crispo, Giovanni De Amato e Giuliano De Grenci commissionavanoall’artista toscano Giovan Battista Mazzolo, che operava in quel di Messina, un gruppo marmoreo di tre statue raffigurante l’ Annunciazione. Nel 1532 veniva insediato all’interno del Convento il capolavoro del Mazzolo il quale vi dimorò fino a dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando il convento venne chiuso al culto.

Alla morte di Perrante Carafa avvenuta il 25 maggio 1558, succedeva al potere il figlio Alfonso, del quale diveniva erede Perante Carafa junior, alla cui morte, avvenuta l’undici settembre 1593, succedeva il fratello Francesco Maria. Girolamo Passarelli acquistò successivamente, per undicimila ducati il casale di Brognaturo da Francesco Maria Perante Carafa.

 

Nel 1637, dopo la morte del Signorotto Girolamo Passarelli, Brognaturo divenne proprietà del figlio Gaspare, secondo signore dei Passarelli, il quale lo vendette a Giovan Tommaso Sersale dei Patrizi di Catanzaro e di Stilo, che lo diede in possesso al proprio figlio Mario, che, comunque, per 11 mila ducati lo vendette a Paolo De Santis. Finalmente, quest’ultimo, con regio assenzo del 1662, ne fece donazione al monastero di San Domenico Suriano, tenutario e prestanome del quale fu il sorianese Giuseppe Alfonso Sabatini. Dopo quest’ultima vicenda le facili e continue compravendite di quel casale finirono, ed assieme ad esse, per certi versi, finirono anche tante prevaricazioni ed umiliazioni che le imposizioni fiscali imponevano a quei poveri cittadini.

Anche Brognaturo come Simbario, con il Decreto Napoleonico del 14 maggio 1811, venne riconosciuto comune nell’ambito della giurisdizione di Serra San Bruno, nel dipartimento della Sagra.

Notizie utili
Popolazione residente: 766
Densità per kmq: 31,3
Superficie: 24,50 kmq
CAP: 89822
Prefisso telefonico: 0963
Codice Istat: 102004
Codice Catastale: B197