Dominio spagnolo ed austriaco

 

Con il dominio spagnolo continuò la decadenza della Calabria; isolamento dalle correnti di traffico, banditismo e prepotenze baronali afflissero la Calabria, che soffrì anche per le aggressioni dei Turchi (Kahi'r-ed-din il Barbarossa nel 1545, Mustafà nel 1550, Dragut nel 1565); particolarmente provata dalle incursioni fu la città di Reggio. Secondo l'ipotesi di uno storico l'assoggettamento dell'Italia agli Spagnoli la salvò dalle barbarie cui l'avrebbe ricondotto la signoria turca, alla quale, da sola e divisa, non avrebbe potuto sottrarsi. Ma, almeno per la Calabria, il dominio spagnolo non valse a stornare, come si é visto, il pericolo; anche dopo la vittoria di Lepanto (1571), nella quale l'ala sinistra della flotta turca era stata comandata dal rinnegato calabrese Ulug Ali', la Calabria subì altri assalti ad opera di Sinan Cicala (1593). L'espulsione degli ebrei (1540), che avevano trovato asilo in Calabria sotto gli Svevi, rappresentò un altro motivo d'inaridimento delle attività commerciali. Le avversità naturali (terremoti del 1658 e del 1659), le pestilenze e le carestie immiserirono sempre più la popolazione calabrese, alla quale venne meno lo spirito di partecipare al tentativo insurrezionale di Campanella (1599) ed alla rivolta di Masaniello (1647). Dal punto di vista amministrativo, gli spagnoli, confermando i precedenti ordinamenti, mantennero la divisione della Calabria in due province: Citeriore con capoluogo Cosenza ed Ulteriore con capoluogo prima a Reggio e quindi, dopo un trasferimento a Seminara (1594/1604), a Catanzaro. La fugace dominazione austriaca (1707/1754), che si sostituì a quella spagnola dopo la guerra di successione di Spagna, non incise in alcun modo nella vita della Calabria.